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martedì 8 marzo 2016

L'artista e la realtà. A proposito di Davis (Inside Llewyn Davis)



Joel ed Ethan Coen, 2013

Buio in sala. Buio anche sullo schermo: e nel fascio di luce, il microfono e una figura barbuta che canta malinconica una malinconicissima ballata – una di quelle impastate con la disperazione e il cinismo – che racconta di libertà, solitudine e morte, ad un pubblico assorto e partecipe, in una cantina fumosa ed affollata. È insomma la quintessenza dell'immaginario folk ciò che vediamo nell'incipit di A proposito di Davis (Inside Llewyn Davis, 2013), il penultimo lavoro dei registi/produttori statunitensi Joel ed Ethan Coen. Per raccontarci la storia di questo cantante folk arrabbiato e male in arnese, che gira New York con la sua chitarra alla ricerca di una scrittura e di un posto per dormire, in compagnia di un gatto come lui insofferente alla vita domestica, i Coen si sono ispirati, secondo quanto da loro stessi dichiarato in più interviste, alla biografia di un musicista realmente esistito, il chitarrista newyorchese Dave Van Ronk – ma attenzione alle dichiarazioni dei fratelli di Minneapolis che, come quelle di altri colleghi registi più anziani, ostili alla lettera giornalistica, vanno lette all'incontrario (come si ascoltano certi dischi rock) per scoprirne il messaggio autentico.

giovedì 6 agosto 2015

Der Kinotraum. Cinema e sogno in Grand Budapest Hotel di Wes Anderson

C'era una volta la ex repubblica di Zubrovka, un tempo sede di un impero, dove, nel cimitero ebraico della cittadina di Lutz, riposa l'Autore di un libro intitolato al Grand Budapest Hotel, lussuosa residenza di ricche nobildonne mitteleuropee, amorevolmente accudite dal concierge Monsieur Gustave H. e dal suo garzoncello (lobby boy) Zero, che insieme vivranno la più straordinaria delle avventure.

martedì 26 maggio 2015

Le mappe delle stelle. Il nuovo umanesimo di David Cronenberg

Sono due le mappe delle stelle dell'ultimo film di Cronenberg Maps to the stars (2014): le vediamo, all'inizio e alla fine, accompagnare i titoli di testa e di coda. Bisogna guardarle attentamente per vedere che sono diverse – la prima, virata in blu come una vera carta astronomica, è una cartina stradale della città di Beverly Hills, residenza eletta dell'ultimo Olimpo dell'immaginario popolare contemporaneo – quello delle stelle del cinema; l'altra, raffigurazione cartografica di alcune costellazioni, è quindi una mappa delle stelle vere. Vero e falso accostati, mescolati, confusi fino a non essere più distinguibili: è un tema sotteso a molte opere del regista canadese. Qui però l'impossibilità non riguarda la sola percezione dell'individuo, come già in Crash (1996) o in Spider (2002), ritratti della devianza e della follia, bensì quella di un'intera società: che nelle intenzioni di Cronenberg non è poi così diversa dalla nostra.

sabato 29 novembre 2014

ripartenza

Buondì a tutte e tutti! Stiamo raccogliendo #recensioni per definire il nuovo, sfavillante, numero di #Capperi!
Tema del numero: il corpo/la corporeità
Rubriche: Mald'estro (poesia), Profondamentepensare (filosofia), Specchio in frantumi ovvero frammenti riflessivi (politica), ever green (classico), di-a-da-in-con-su-per-tra-fra (libro di, a, da, ecc., es, libro per appassionati, libro da viaggio ecc.), sottosale (cinema).
Recensioni: libri degli anni 2000 che abbiano come tema quello del corpo.
Dunque, basta indugiare!  Scegliete la rubrica che più vi piace oppure prendete un libro che vi ha colpiti e che parli in qualche modo di corpo/corporeità e scrivete!
Inviate le vostre recensioni a capperi.redazione@gmail.com con oggetto "rivista capperi".