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mercoledì 4 febbraio 2015

Il cielo è sempre il primo ad essere diviso

A gennaio 2015 ancora c’è chi, senza vergogna e senza paura, racconta la favoletta de “la mafia di una volta…” Mi sono trovata l’altro giorno in una sala d’attesa di una parrucchieria e ho sentito con molto stupore un giovane parrucchiere, forse più giovane di me, che cercava di convincere una signora non della qualità del colore per la tinta, ma della bontà della proposta di Totò Riina: "scarceratemi e vi risolvo il problema dell’Isis". Ora, non voglio aprire la discussione su carcere e dintorni, ma mi sembra abnorme che si possa ancora credere alla retorica di una mafia buona, onorevole e rispettosa, e che pregava sempre…
Al che, come antidoto a queste bestialità mi son letta subito subito Strage di Natale del collettivo AAS di cui già avevo scritto qualche settimana fa.
E ve lo consiglio moltissimo: un racconto efficace e sincero sulla nostra ipocrisia e sul menefreghismo assai diffuso. In ambito di mafia, certo, ma applicabile anche in altre occasioni.
Non ve lo perdete.

giovedì 8 gennaio 2015

Libri per... la settimana

Diciamoci la verità, non sono poi così brava a scrivere recensioni (ci ho provato, per anni, anni fa, ma forse il luogo non era quello giusto, poi ci ho riprovato, ma…) è che non ho mai capito come si fa a citare la frase giusta che ti fa capire che quel libro “beh, dai… non posso non leggerlo!”, come si fa a ricordare tutti i precedenti scritti di quell’autrice/autore che hanno davvero segnato un passaggio importante nella tua vita di lettrice/lettore, e poi… riannodare il testo con i vari riferimenti culturali e letterari, no, non lo so fare proprio.

E però io ho sottoscritto insieme ad un pugno di scalmanati senza gloria un manifesto/dichiarazione d’intenti in cui dicevamo che attraverso la recensione libraria si può dire qualcosa sulla società, che possiamo criticare – nel senso più pieno del termine – ciò che ci circonda attraverso la lente, bellissima, delle pagine scritte e pure ho lanciato in rete (sempre con i soliti senza gloria, temporaneamente senza gloria, diciamo) un progetto di rivista, e mò che fai? Te ne penti?