Il
cielo diviso è
proprio il libro giusto al momento giusto: “un bel giorno, ogni individuo
scruta a ritroso la propria vita: con compiacimento, con rassegnazione, con la
soddisfazione dell’autoinganno”. È un libro bello, ben scritto, con incastri
spaziotemporali superirusciti, con l’inganno dell’amore vero, con la delusione
per un futuro professionale che svanisce, con la storia che ci travolge, con la
descrizione della Terra dagli occhi del primo cosmonauta, con le cose piccole
di una ragazza di paese che va a vivere in città e ha paura di perdere il tram.
Con quella belle descrizioni degli stati d’animo di inquietudine e felicità che
vivono gli innamorati. Le poche pagine che mi mancano alla fine le sto
centellinando perché so che mi mancheranno sia Rita che Manfred e tutti gli
altri.