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mercoledì 4 febbraio 2015

Il cielo è sempre il primo ad essere diviso

A gennaio 2015 ancora c’è chi, senza vergogna e senza paura, racconta la favoletta de “la mafia di una volta…” Mi sono trovata l’altro giorno in una sala d’attesa di una parrucchieria e ho sentito con molto stupore un giovane parrucchiere, forse più giovane di me, che cercava di convincere una signora non della qualità del colore per la tinta, ma della bontà della proposta di Totò Riina: "scarceratemi e vi risolvo il problema dell’Isis". Ora, non voglio aprire la discussione su carcere e dintorni, ma mi sembra abnorme che si possa ancora credere alla retorica di una mafia buona, onorevole e rispettosa, e che pregava sempre…
Al che, come antidoto a queste bestialità mi son letta subito subito Strage di Natale del collettivo AAS di cui già avevo scritto qualche settimana fa.
E ve lo consiglio moltissimo: un racconto efficace e sincero sulla nostra ipocrisia e sul menefreghismo assai diffuso. In ambito di mafia, certo, ma applicabile anche in altre occasioni.
Non ve lo perdete.