Diciamoci la verità, non sono poi così brava a scrivere
recensioni (ci ho provato, per anni, anni fa, ma forse il luogo non era quello
giusto, poi ci ho riprovato, ma…) è che non ho mai capito come si fa a citare
la frase giusta che ti fa capire che quel libro “beh, dai… non posso non
leggerlo!”, come si fa a ricordare tutti i precedenti scritti di
quell’autrice/autore che hanno davvero segnato un passaggio importante nella
tua vita di lettrice/lettore, e poi… riannodare il testo con i vari riferimenti
culturali e letterari, no, non lo so fare proprio.
E però io ho sottoscritto insieme ad un pugno di scalmanati
senza gloria un manifesto/dichiarazione d’intenti in cui dicevamo che
attraverso la recensione libraria si può dire qualcosa sulla società, che possiamo
criticare – nel senso più pieno del termine – ciò che ci circonda attraverso la
lente, bellissima, delle pagine scritte e pure ho lanciato in rete (sempre con
i soliti senza gloria, temporaneamente senza gloria, diciamo) un progetto di
rivista, e mò che fai? Te ne penti?