giovedì 25 giugno 2015

Un Bene di meno - domenica 28 giugno ore 19 al Perditempo





Domenica 28 giugno alle ore 19.00 al Perditempo

"Un Bene di meno"
Incontro con Marco Sciotto, autore del libro "Un Carmelo Bene di meno - discritture di "Nostra Signora dei Turchi" (Villaggio Maori Edizioni) e Floriana Grasso








La guerra dichiarata da Carmelo Bene alla rappresentazione nell’arte, al suo ruolo consolatorio, all’identificazione tra teatro e spettacolo, è ciò che ha mosso la sua attività fin dagli inizi. Spinta, questa, che nel corso degli anni e della sua carriera è maturata, fino a giungere ad esiti definitivi che hanno mostrato, forse per la prima volta in modo totale e compiuto, come sia possibile ottenere l’assenza in luogo della rappresentazione teatrale, passando per la dissoluzione del significato nel significante, della volontà nell’abbandono, dell’azione nell’atto.
Nostra Signora dei Turchi rappresenta un momento cardine di questo percorso e si manifesta in quattro modi differenti nel giro di pochi anni (dal 1966 al 1973): se ne hanno un romanzo, due versioni teatrali e una versione cinematografica. Ogni mezzo attraversato, un successivo passo verso l’avvento dell’irrappresentabile.
È quindi interessante attraversare le differenti incarnazioni di Nostra Signora dei Turchi, analizzando il modo in cui, al suo passaggio, i mezzi espressivi di queste incarnazioni subiscono una radicale trasformazione, una sorta di rivoluzione interna che li porta quasi a divenire buchi neri del significato. Marco Sciotto tenta qui questo viaggio, concentrandosi principalmente sul romanzo
come dispersione della narrazione nei non-eventi che lo costituiscono e sul film come sfinimento dell’immagine-corpo e del senso che si disperdono nella sensazione. Ad ogni passaggio, un Carmelo Bene di meno.

Marco Sciotto è nato a Catania nel 1984 e vive tra Catania e Roma. Si è laureato in Filosofia all’Università di Catania con una tesi su Carmelo Bene e si è specializzato in Estetica all’Università “La Sapienza” di Roma con una tesi sulla questione del disgusto e dell’irrappresentabile nelle arti e nell’estetica contemporanee.

Da anni si occupa di teatro e nel 2008 ha fondato, insieme ad altri attori, la compagnia Delenda Teatro, della quale fa tutt’oggi parte e la cui ultima produzione è “Erodiade” da Giovanni Testori, spettacolo diretto e interpretato dallo stesso Sciotto. Ha frequentato stage teatrali con il Teatro Valdoca e con Elisabetta Pozzi, Silvia Pasello, Sabina Guzzanti e Piergiorgio Giacchè. Conduce con Floriana Grasso il programma radiofonico “Wunderkammer” e ha scritto per le riviste “Engramma” e “Arabeschi – Rivista di studi su letteratura e visualità”. Fa inoltre parte del collettivo di artisti che ha riaperto il Teatro Coppola di Catania e che lo tiene in vita dal dicembre del 2011.

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